Come dormire nudo migliora il tuo sonno

Un sondaggio commissionato dalla Cotton USA nel 2014 ha rivelato che gli italiani possiedono circa 6 pigiami a testa. Un dato interessante, se consideriamo che negli USA solo il 23% della popolazione indossa il pigiama durante la notte, dimostrando dunque una chiara preferenza verso il dormire in biancheria intima o totalmente nudi.

Un sonno di buona qualità è associato a numerosi benefici fisiologici e cognitivi, tra cui una riduzione dei livelli di cortisolo (ormone dello stress), un miglior funzionamento del sistema immunitario e un incremento di attenzione, memoria e benessere globale, fino a un possibile miglioramento dei processi metabolici.

Uno studio di Li et al. indaga come il materiale del pigiama o della biancheria notturna influenzi la qualità del sonno. I risultati dimostrano che non esiste un materiale migliore in assoluto, dal momento che l’effetto sul sonno dipende principalmente dall’ambiente, dalla temperatura corporea e dai soggetti coinvolti. Per esempio, la lana favorirebbe l’addormentamento in condizioni fredde negli adulti, e in condizioni calde negli anziani. Il lino, invece, migliorerebbe il sonno negli ambienti caldi, grazie alla sua capacità traspirante. Molte persone si dichiarano “freddolose”, scegliendo pertanto di dormire in pigiama come difesa al freddo. Tuttavia, l’esposizione al caldo, in particolare in condizioni di elevata umidità, aumenta la veglia e riduce il sonno a onde lente e il sonno REM, interferendo con il fisiologico calo notturno della temperatura corporea centrale. L’uso di pigiami particolarmente pesanti può incrementare umidità e sudorazione notturna, favorendo fastidiosi risvegli anche nei mesi invernali. L’umidità amplifica l’effetto del caldo poiché ostacola l’evaporazione del sudore, incrementa il carico termico e destabilizza il microclima che si forma tra il letto e la cute. Effetti analoghi sono stati osservati anche nell’utilizzo di indumenti intimi particolarmente aderenti suggerendo che, negli uomini, l’uso di indumenti meno costrittivi (come i boxer) o restare senza mutande possa favorire una migliore dispersione del calore.

La scelta di dormire nudo/a anche in inverno può rivelarsi efficace: il contatto diretto con le coperte, infatti, favorisce un rapido meccanismo di termoregolazione e il fisiologico abbassamento della temperatura corporea necessario per l’inizio e il mantenimento del sonno. Il corpo può così raggiungere la temperatura ottimale in modo rapido e senza eccessivo stress fisiologico, contribuendo a una maggiore continuità del sonno durante la notte.

Dormire nudi sotto un piumone (magari un confortevole duvet in piuma d’oca) crea un microambiente termicamente stabile che permette una regolazione fine e continua della temperatura corporea, simile a quella di uno spogliatoio.

In un’ottica biopsicosociale, la scelta di dormire nudo può essere fortemente influenzata da fattori culturali, da insicurezze personali o dalle caratteristiche dell’ambiente di vita. Ad esempio, alcune persone possono evitare di dormire senza vestiti per il timore di essere svegliate da familiari o coinquilini, oppure per la necessità di dover uscire rapidamente di casa in caso di emergenza. In tali situazioni, una possibile strategia compensativa può essere quella di tenere un asciugamano o un accappatoio accanto al letto.

Tra i numerosi benefici del sonno senza indumenti si riscontra anche un aumento di autostima e self-confidence, associato con la pratica del passare del tempo nudi. Infatti, l’esperienza della nudità anche privata favorisce una maggiore accettazione corporea e un incremento dell’autostima (West K., 2018). Sbarazzarsi del pigiama e rimanere senza armatura implica un confronto diretto con la propria immagine corporea, facilitando il processo di auto-accettazione. In altri termini, si giunge a riconoscere il proprio corpo per ciò che è, senza attribuirgli un valore imbarazzante o stigmatizzante.

In conclusione, più che chiedersi se sia salutare dormire senza pigiama, la questione scientificamente rilevante riguarda l’effettiva necessità del pigiama stesso. Le evidenze suggeriscono che, nella maggior parte dei casi, la risposta non è così scontata come si potrebbe credere…

BIBLIOGRAFIA:

  • Mínguez-Alarcón, L., Gaskins, A. J., Chiu, Y.-H., Messerlian, C., Williams, P. L., Ford, J. B., Souter, I., Hauser, R., & Chavarro, J. E. (2018). Type of underwear worn and markers of testicular function among men attending a fertility center. Human Reproduction, 33(9), 1749–1756. https://doi.org/10.1093/humrep/dey259
  • Li, X., Halaki, M., & Chow, C. M. (2024). How do sleepwear and bedding fibre types affect sleep quality: A systematic review. Journal of Sleep Research, 33(6), e14217.
    https://doi.org/10.1111/jsr.14217
  • West, K. (2018). Naked and unashamed: Investigations and applications of the effects of naturist activities on body image, self-esteem, and life satisfaction. Journal of Happiness Studies, 19(3), 677–697. https://doi.org/10.1007/s10902-017-9846-1
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    The effects of fabric for sleepwear and bedding on sleep at ambient temperatures of 17 °C and 22 °C. Nature and Science of Sleep, 8, 121–131.
    https://doi.org/10.2147/NSS.S100271